I Live Show di X Factor 2026 sono alle porte, la prima puntata andrà in onda infatti giovedì 22 ottobre su Sky e in streaming su NOW. Per i concorrenti rimasti in gara è arrivato il momento di fare sul serio. Dopo le selezioni, le emozioni delle Audition e la tensione delle Last Call, i dodici artisti si preparano ad affrontare una delle fasi più importanti del programma, quella in cui ogni esibizione può fare la differenza e avvicinarli al sogno della vittoria.
X Factor 2026: i 12 concorrenti si raccontano
Noi di SuperGuidaTV abbiamo incontrato i protagonisti di questa edizione per raccogliere le loro emozioni, le aspettative e le sensazioni alla vigilia dei Live. Cosa significherebbe vincere X Factor? Qual è stato il momento più difficile del percorso e quale, invece, quello destinato a rimanere impresso nella memoria? E quanto stanno incidendo i consigli dei rispettivi coach sulla loro crescita artistica?
Dalle motivazioni personali di chi sogna di ripagare i sacrifici della propria famiglia alla voglia di dimostrare il proprio valore, passando per l’importanza di conservare un’identità musicale riconoscibile, emerge il ritratto di dodici artisti diversi, accomunati dal desiderio di trasformare questa esperienza in qualcosa di più grande.
X Factor 2026, la squadra di Irama: Le Distanze, Lenanie e Patrizia tra identità, consapevolezza e voglia di riscatto
Le Distanze: «Vincere sarebbe l’inizio di qualcosa»
Per Le Distanze, band della squadra di Irama, la vittoria rappresenterebbe un traguardo importante, ma soprattutto un punto di partenza. «Vincere X Factor sarebbe un obiettivo interessante, un traguardo incredibile, un sogno che potrebbe valere tanto per quello che viene dopo. Sarebbe per noi l’inizio di qualcosa», raccontano i ragazzi. L’ingresso nella fase dei Live ha portato con sé nuove emozioni, ma anche la necessità di adattarsi a ritmi particolarmente intensi. «Il momento più difficile, per ora, è stato l’inizio dei Live. Bisogna abituarsi a questi ritmi, che stiamo ancora cercando di assimilare. Non è facilissimo».
Se la gestione dei tempi rappresenta una delle sfide principali, le emozioni accompagnano invece l’intero percorso. «La cosa più emozionante è in realtà tutto il percorso. Non c’è stato un momento in cui non fossimo emozionati. Anche questo momento è molto emozionante per noi». Un ruolo importante lo sta avendo Irama, che ha invitato la band a lavorare non soltanto sulla musica, ma anche sul modo di stare insieme e di comunicare. Tra i consigli ricevuti, uno è rimasto particolarmente impresso: «A me ha dato un consiglio personale molto importante: quello di parlare meno. Me lo porterò dentro per tutta la vita».
Il lavoro con il coach si concentra anche sulla necessità di preservare la propria identità, migliorandola senza snaturarla, e sull’importanza di confrontarsi all’interno del gruppo per capire cosa sia davvero meglio per la band.
Lenanie: «Vincere sarebbe un grandissimo regalo a mia madre»
Per Lenanie, la partecipazione a X Factor ha un significato profondamente personale. Alla domanda su cosa rappresenterebbe la vittoria, la risposta è immediata: «Tutto, più che altro farei un grandissimo regalo a mia madre». Un obiettivo che racconta quanto dietro il percorso televisivo ci siano motivazioni che vanno ben oltre la competizione. Le emozioni, per Lenanie, sono legate soprattutto alla novità di un’esperienza arrivata inaspettatamente e da vivere fino in fondo.
«Il momento più difficile sono più io che mi complico le cose. Quello più emozionante è tutto, perché è una cosa nuova, inaspettata, quindi cerco di cogliere un po’ tutto». Nella squadra di Irama, il consiglio che sta cercando di mettere maggiormente in pratica riguarda la fiducia nelle proprie capacità. «Mi ha detto di credere in me stesso e non c’è consiglio migliore che potesse darmi». Un messaggio semplice, ma fondamentale per affrontare un palco importante e imparare a gestire le proprie insicurezze.
Patrizia: «La vittoria sarebbe una conferma della mia passione»
Per Patrizia, vincere X Factor significherebbe soprattutto trovare una conferma nella strada che ha scelto di percorrere. «Rappresenterebbe una conferma della mia passione, di quello che voglio fare nella vita». Tra i ricordi più intensi di questa avventura c’è il momento in cui Irama ha deciso di confermarla, facendola sedere sulla sedia durante le selezioni. Un passaggio accompagnato dalla reazione del pubblico, che si è alzato per applaudirla. «Il momento più emozionante è stato quando Irama mi ha fatto sedere sulla sedia e mi ha confermata, con il pubblico che si è alzato e mi ha applaudito».
La parte più difficile, invece, è legata all’attesa prima di esibirsi. «L’attesa prima di salire sul palco a me devasta sempre». Anche per Patrizia, il lavoro con Irama si sta rivelando un’occasione per rafforzare la sicurezza personale. Il consiglio ricevuto è quello di credere maggiormente in se stessa e nelle proprie capacità, dimostrando ancora più sicurezza sul palco.
X Factor 2026, la squadra di Paola Iezzi: Camilla, Manu e Mad-Dog puntano sulla spontaneità
Camilla: «Essere qui, per me, è già una conquista personale»
Camilla sta vivendo l’esperienza di X Factor con entusiasmo e senza voler anticipare troppo il futuro. «Lo sto affrontando molto entusiasta, lo vivo alla giornata e lo considero un regalo, un privilegio. Cerco di non farmi troppe paranoie e sono completamente estasiata, ventiquattr’ore su ventiquattro». La vittoria sarebbe la conclusione di un percorso importante, ma non rappresenterebbe certo un punto d’arrivo definitivo. «Vincere questo programma significherebbe arrivare alla fine di un percorso di crescita, che chiaramente non rappresenta quello di tutta la mia vita. Però, per me, essere qua oggi è già una vincita».
Camilla racconta di guardare a questa esperienza anche attraverso il confronto con se stessa e con ciò che immaginava soltanto un anno fa. Essere arrivata fin qui è una conquista personale che continua a rinnovarsi giorno dopo giorno.
Tra i momenti che l’hanno colpita maggiormente c’è un episodio apparentemente semplice: durante i commenti dei giudici a una delle sue esibizioni, ha sentito uno spettatore dagli spalti gridarle «brava!». Un gesto spontaneo che l’ha sorpresa e riportata per un attimo alla realtà di quello che stava vivendo. Più complicata, invece, l’attesa prima di salire sul palco della Last Call, soprattutto dopo l’eliminazione di un’artista che ama particolarmente. Il consiglio di Paola Iezzi è diventato una sorta di mantra personale: «Non pensare e canta». Una frase alla quale Camilla si aggrappa quando tende a rimuginare troppo, aiutandola a mettere da parte i dubbi e a concentrarsi sulla musica.
Manu: «Voglio vivermi questa esperienza al massimo»
Manu sta affrontando X Factor con la voglia di sfruttare ogni opportunità. «Lo sto affrontando al massimo, al cento per cento, vivendomi ogni momento». Vincere rappresenterebbe «una soddisfazione gigante e un traguardo immenso», ma il concorrente è consapevole di quanto sia importante concentrarsi sul percorso e sul lavoro quotidiano. Il ricordo più emozionante, finora, è legato alle Audition, quando si è trovato per la prima volta su un palco così importante. «Ero molto emozionato, era la mia prima volta su un palco del genere».
Diversa la sensazione provata durante la Last Call, quando ha dovuto aspettare il verdetto degli altri concorrenti seduto sulla sedia. «È stato molto difficile tenere il peso di quella sedia. Io ero il quinto a cantare, quindi ho dovuto aspettare per tre esibizioni. È stato wow». Da Paola Iezzi ha ricevuto un’indicazione che sta cercando di seguire in ogni fase della competizione: vivere l’esperienza fino in fondo, senza disperdere le energie in pensieri che rischiano di allontanarlo dal suo obiettivo. Concentrarsi, studiare e ascoltare i consigli della coach sono diventati parte integrante del suo percorso.
Mad-Dog: «La vittoria non è il nostro obiettivo»
Se per molti concorrenti la vittoria rappresenta il traguardo più ambito, i Mad-Dog hanno una prospettiva diversa. Per loro, il valore di X Factor sta soprattutto nell’esperienza e nella possibilità di crescere, sia artisticamente sia personalmente. «La vittoria non è tanto una cosa che cerchiamo, è più imparare durante il percorso. Siamo già felicissimi di aver fatto questa esperienza finora, perché abbiamo imparato tantissimo sia come persone sia come artisti. Speriamo che duri il più possibile». Una dichiarazione che racconta un approccio libero dalla pressione del risultato finale, almeno nelle intenzioni, e concentrato sulla possibilità di sfruttare ogni occasione per migliorarsi.
Fondamentale, in questo senso, il rapporto con Paola Iezzi, che ha lasciato loro spazio per esprimersi senza cercare di modificare la loro personalità. «Siamo molto felici che Paola rispetti la nostra personalità, che non stia cercando di snaturarci. Ci siamo tranquillizzati sapendo che vuole da noi la nostra più grande spontaneità, che è anche quello che cerchiamo noi».
Tra i momenti più emozionanti ricordano la comunicazione di essere entrati ufficialmente nella fase successiva delle selezioni e l’accoglienza ricevuta dopo la loro esibizione alle Audition. La standing ovation del pubblico, con le famiglie presenti, è stata vissuta come una sorta di realizzazione di un sogno. «Vedere gli sforzi che hanno fatto per noi e quello che noi gli abbiamo dato indietro con quell’esibizione è stato bellissimo».
X Factor 2026, la squadra di Francesco Gabbani: gli Scruffs, Alice e Giacomo Calò tra sogni e nuove consapevolezze
Scruffs: «Vogliamo conoscere nuove persone e condividere la nostra musica»
Per gli Scruffs, vincere X Factor sarebbe una grandissima soddisfazione, soprattutto considerando il lavoro che tutti i concorrenti stanno portando avanti. La band, però, guarda anche oltre il risultato finale e considera il programma un’opportunità per crescere e farsi conoscere. Il primo impatto con il palco è stato uno dei momenti più forti di questa esperienza. «Vedi il palco e la prima cosa che fa un artista è innamorarsene. È un’emozione assurda».
Nella squadra di Francesco Gabbani, il lavoro si concentra anche sulla capacità di far convivere le caratteristiche dei singoli componenti, mettendole al servizio del gruppo. Il consiglio del coach è stato quello di ripulire e definire meglio la struttura di ciò che ciascuno porta nella band, così da far funzionare tutto in maniera più armonica. Un percorso che gli Scruffs stanno già cercando di mettere in pratica e che, secondo loro, potrà migliorare ulteriormente il risultato collettivo.
E dopo X Factor? La risposta è meno legata alle aspettative professionali di quanto si potrebbe immaginare. «Vorremmo trovarci più persone da conoscere, persone che magari non ci conoscevano e che stanno arrivando in modo naturale e carino, come un’amicizia che nasce». Il loro desiderio è quello di incontrare un pubblico nuovo e costruire legami attraverso la musica. «Vogliamo tanti amici. A lot of friends. A lot of love».
Alice: «La cosa più importante sarà il percorso dopo il programma»
Per Alice, X Factor rappresenta un obiettivo inseguito da tempo, anche perché è sempre stata una spettatrice appassionata del programma. Eppure, la vittoria non viene considerata come il punto definitivo del suo percorso. «Rappresenterebbe il raggiungimento di un obiettivo, perché io ho sempre amato X Factor e l’ho sempre seguito. Però, dall’altro punto di vista, sarebbe più la base per un obiettivo nuovo. Per me la cosa più importante è il percorso dopo il programma».
L’ingresso nella squadra di Francesco Gabbani, dopo aver superato le Last Call, è stato uno dei momenti più significativi di questa avventura. Alice racconta di trovarsi molto bene con il coach e di apprezzare soprattutto il suo modo di osservare le esibizioni dall’esterno. Il lavoro con Gabbani si concentra infatti anche sugli aspetti interpretativi e scenici: dai movimenti sul palco alla scelta di utilizzare o meno l’asta del microfono, ogni dettaglio può contribuire a rendere una performance più efficace.
La sfida, per Alice, è riuscire a mantenere la concentrazione in un contesto in cui le cose da fare sono moltissime. Un equilibrio che sta cercando di costruire giorno dopo giorno, con lo sguardo già rivolto alle opportunità che potrebbero arrivare una volta terminata l’esperienza televisiva.
Giacomo Calò: «Vincere sarebbe un riscatto»
Per Giacomo Calò, la vittoria avrebbe un significato che va oltre il riconoscimento artistico. «Vincere X Factor rappresenterebbe tanto e anche un riscatto per me, perché in passato molte persone non credevano in me». Dimostrare il proprio valore e dare una risposta a chi ha dubitato delle sue capacità sono motivazioni importanti, che accompagnano il concorrente in questa fase della competizione.
Tra i ricordi più belli ci sono le prime Audition, quando è salito sul palco e, al termine della canzone, ha ricevuto una standing ovation. Un momento che gli ha restituito immediatamente la sensazione di essere sulla strada giusta. La Last Call, al contrario, è stata una prova particolarmente difficile da affrontare. «Ero molto agitato, diciamo che avevo davvero tanta paura. È stato il momento più difficile finora».
Ad aiutarlo a gestire la tensione ci sono anche i consigli di Francesco Gabbani, che lo ha invitato a stare più tranquillo e a vivere l’esperienza con maggiore serenità, soprattutto sul palco. Un messaggio che Giacomo cercherà di portare con sé anche durante i Live, quando la pressione sarà ancora maggiore e ogni esibizione diventerà un’occasione per dimostrare quanto è cresciuto.
X Factor 2026, la squadra di Jake La Furia: Alex Fontana, Alìa Fontana e Veronica tra identità e determinazione
Alex Fontana: «Faccio musica da dieci anni, vincere significherebbe tantissimo»
Per Alex Fontana, la partecipazione a X Factor rappresenta una tappa particolarmente importante dopo circa dieci anni trascorsi a fare musica. «Vincere X Factor significherebbe tantissimo, davvero tantissimo. Faccio musica da dieci anni circa, quindi sarebbe fantastico».
Le prime Audition sono state contemporaneamente il momento più emozionante e quello più difficile. L’impatto con il programma e con un contesto così importante ha richiesto concentrazione e capacità di gestire la pressione, ma l’esito positivo gli ha permesso di proseguire il percorso. Nella squadra di Jake La Furia, Alex ha trovato un’indicazione chiara sul modo in cui affrontare le prossime sfide: non rinunciare alla propria personalità artistica. «Jake mi ha semplicemente detto di essere me stesso e di continuare con il mio stile. È quello che farò».
Un consiglio che assume un significato particolare in una competizione in cui ogni artista deve riuscire a distinguersi, mantenendo riconoscibile la propria identità anche davanti a un pubblico più ampio.
Alìa Fontana: «Vorrei dare una soddisfazione a mia mamma»
Per Alìa Fontana, la vittoria avrebbe prima di tutto un valore familiare. «Significherebbe darla vinta alla mia mamma, perché abbiamo lavorato tanto insieme. Si è davvero sacrificata per me in qualsiasi modo possibile». Dietro il desiderio di arrivare fino in fondo c’è dunque il riconoscimento dei sacrifici condivisi e la volontà di trasformare il lavoro fatto insieme in un risultato concreto. Le esibizioni sono il momento in cui Alìa sente maggiormente il peso e, allo stesso tempo, la bellezza di questa esperienza. Sapere di avere una performance costruita su misura per lei scatena un insieme di emozioni difficili da controllare.
Anche i momenti condivisi con gli altri concorrenti possono diventare intensi: stare tutti insieme, vivere le stesse attese e confrontarsi con emozioni simili significa ritrovarsi in una sorta di tunnel emotivo dal quale, a volte, è difficile uscire. Il rapporto con Jake La Furia è ancora in una fase iniziale, ma Alìa si dice soddisfatta del lavoro svolto finora. Più che un singolo consiglio, a darle fiducia è la sensazione che il coach creda nel progetto e abbia voglia di lavorare con lei. «Vedo che gli interessa e che gli piace lavorare con me. Stiamo facendo un bel lavoro, per il poco che abbiamo fatto, perché abbiamo iniziato da poco». Una consapevolezza che può diventare importante in vista dei Live, quando la fiducia reciproca e la capacità di trovare una propria dimensione sul palco saranno elementi decisivi.
Veronica: «Qualsiasi sia l’esito, avrà vinto la musica»
Veronica affronta la competizione con la consapevolezza del lavoro fatto e con un’idea precisa di ciò che vuole ottenere. «Vincere X Factor significherebbe rendere giustizia a tanto lavoro fatto, ma qualsiasi sia l’esito sarei felice, perché in qualsiasi occasione avrebbe comunque vinto la musica». Una dichiarazione che mette al centro il valore dell’esperienza artistica, senza ridurre tutto al risultato finale.
Tra i momenti più emozionanti ci sono le prove sul palco e il contatto con il pubblico. Per Veronica, esibirsi significa avere la possibilità di fare ciò che ama e ricevere una risposta immediata da chi ascolta. La parte più difficile è invece legata all’isolamento dalla quotidianità. «Essere soli ed estraniati dalla realtà è forse l’aspetto più complicato, ma anche molto costruttivo. Il fatto di essere tutti insieme e senza contatti con l’esterno non è soltanto un lato negativo». Un’esperienza intensa, dunque, che impone di trovare nuovi equilibri e di confrontarsi continuamente con se stessi e con gli altri.
Nella squadra di Jake La Furia, Veronica ha apprezzato soprattutto un’indicazione ricevuta durante il lavoro in sala prove: «Mi ha detto di tirare fuori il lato forte, perché c’è. Mi ha fatto molto piacere che lo abbia intravisto». Un incoraggiamento che potrebbe rivelarsi fondamentale sul palco dei Live, dove Veronica cercherà di mostrare anche gli aspetti più decisi della propria personalità.
X Factor 2026, dodici concorrenti e un unico obiettivo: trasformare il sogno in un percorso
Le storie che abbiamo raccolto restituiscono un’immagine variegata dei dodici concorrenti che si preparano ad affrontare i Live di X Factor 2026. C’è chi vede nella vittoria un riscatto personale, chi sogna di regalare una soddisfazione alla propria famiglia e chi considera il programma soprattutto un’occasione per crescere, sperimentare e incontrare un nuovo pubblico.
Anche i consigli dei coach riflettono approcci diversi: credere maggiormente in se stessi, conservare la propria identità, imparare a lavorare in gruppo, gestire l’ansia e vivere ogni momento senza lasciarsi schiacciare dalla pressione. Adesso, però, sarà il palco a parlare. Con i Live, le emozioni delle selezioni lasceranno spazio alla competizione vera e propria e ogni esibizione potrà cambiare gli equilibri della gara.
La domanda, a questo punto, è inevitabile: chi riuscirà a trasformare questa opportunità nel primo passo di una carriera musicale? Non ci resta che scoprirlo insieme guardando X Factor 2026.

