‘Rider’ arriva al cinema, un film in cui si ascolta un album musicale senza pause: la recensione

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Cinque anni di lavorazione per dare luce ad un’idea innovativa: fondere cinema e musica in un “filmbum” in cui la colonna sonora non accompagna la storia, ma coincide interamente con essa. Arriva nelle sale ‘Rider‘, il nuovo film scritto e diretto da Roan Johnson insieme al producer musicale Dade (al suo esordio alla regia), distribuito da I Wonder Pictures.

Un’opera che punta a gettare le basi per una trilogia, ma che sin dalla sua prima proiezione mostra luci ed ombre di questa scelta. Noi di SuperguidaTV eravamo presenti alla prima di lunedì 5 ottobre 2026 al The Space Cinema di Napoli, ecco la nostra recensione (con alcuni spoiler).

La trama di ‘Rider’: una notte di Capodanno a Milano che cambia la storia di Sami

‘Rider‘ è stato presentato in anteprima mondiale come film di chiusura della 41esima Settimana Internazionale della Critica della 83esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. La pellicola, della durata di 87 minuti (il tempo di 12 brani), uscirà nelle sale l’8 ottobre.

Ma di cosa parla ‘Rider‘? La trama ruota intorno a Samuele, detto Sami (interpretato dall’attore Lorenzo Aloi), un giovane rider che con la sua bici fa le consegne a Milano. La sua condizione viene descritta dal primo brano che ascoltiamo ‘Tout est noi‘ che mostra una città buia, fredda e indifferente. La notte di Capodanno, Sami riceve ‘L’ultima consegna‘ di un maxi carico di sushi in una lussuosa villa alla periferia nord.

Qui riceve una lauta mancia e l’invito a trascorrere la mezzanotte alla festa. Ospite della serata è Rosa Chemical che viene mostrato durante il suo feticismo per i piedi e mentre canta ‘Zero‘.

Sami però viene catturato dalla bellezza di Nia (l’attrice e cantautrice Kaze) che non si sente bene e lui come un cavaliere le presta aiuto. Sullo sfondo ascoltiamo ‘Tetris‘ e quando i due prendono un taxi, compare il rapper Ensi come tassista e al centralino Levante che canta ‘Notte Fonda‘. Nia invita a casa Sami ma quest’ultimo deve tornare dalla mamma a portarle le chiavi dell’auto. La giovane, insieme all’amica, l’attrice Kyshan Wilson, canta ‘Mosaico‘.

Ma qualcosa va storto, l’idillio della nascita di una storia d’amore assume una piega inaspettata. Sami torna alla villa per recuperare lo zaino delle consegne e trova il proprietario Giorgio intento a versare della droga dello stordimento nel bicchiere di una ragazza. Sami non ci sta e opta per ‘Lo scambio‘ di bicchieri. A quel punto l’uomo si sente male, la ragazza fugge e il giovane apre la cassaforte rubando soldi e orologi di marca.

Il finale aperto con immagini allegoriche

Quando la trama sembra entrare nel vivo, ci si accorge in modo netto che tutti gli attori recitano in rima. Una scelta voluta dal regista ma che stona un po’ in alcune scene dove si perde la profondità e la complessità dei personaggi che sembrano non raccontare fino in fondo chi sono. Non si spiega infatti la scelta di Sami di rubare: lui, che fino ad ora era stato raccontato come un cavaliere con le ragazze, un bravo ragazzo, compie un gesto che finisce per stravolgere e cambiargli la vita.

A casa scopriamo il passato da criminale del padre (interpretato da Claudio Santamaria) che per ricordarsi chi è si è tatuato la data di nascita del figlio ‘Samuele 16:7‘. Tra lotte tra bande rivali e sogni da voler realizzare (‘El Guayacan‘ e ‘Una nuova vita‘), Sami rivede Nia e le confessa cosa ha fatto. Tra i due scatta la passione ma entrambi sanno che sarà ‘Prima e ultima volta‘.

Sul finale, Sami fa i conti con se stesso accompagnato dal suo avvocato (Margherita Vicario che però non canta). Vengono mostrare scene allegoriche che qualcuno nel pubblico ha trovato simili ad ‘Adagio‘ di Stefano Sollima. E, ascoltando la stessa traccia musicale dell’inizio, lo sguardo si perde su un’immagine simbolica che richiama al titolo del film.

Un cast che recita e canta

‘Rider‘ non è un musical, i dialoghi sono interamente in rima e i dodici brani che compongono l’album ufficiale (distribuito da Universal/Metatron) guidano tutti i passaggi narrativi. Sono le scene ad accompagnare la musica, non il contrario, come un lungo videoclip senza interruzioni dove però rimangono molti punti interrogativi.

Intorno ai due protagonisti, il regista ha scelto rapper e personaggi famosi come Rosa Chemical, Levante, Ensi, Margherita Vicario e anche aver voluto Santamaria come papà di Sami ha strizzato l’occhio più alla componente musicale che a quella attoriale. Lorenzo Aloi si conferma essere un attore a tutto tondo, riuscendo nel difficile compito di dare credibilità a Sami.

Un esperimento che divide

Di sicuro sentiremo parlare di ‘Rider‘ e del suo finale aperto. Un genere che rappresenta però una nicchia e che difficilmente sbancherà al botteghino, trattandosi di un lungometraggio che punta sulla forza estetica e ritmica della musica rinunciando alla recitazione in favore di un flusso cantato dall’inizio alla fine.

Resta da capire se il pubblico in sala premierà il coraggio di questa scelta che rappresenta un primo esperimento di questo genere.