Io+Te – Soli contro tutti, uno young-adult scontato dall’omonimo romanzo – Recensione

Io+Te - Soli contro tutti

La diciottenne Alma Lancaster proviene da una famiglia di nobili origini e suo padre Édouard vorrebbe che dopo aver completato gli studi di legge rilevasse il prestigioso studio di proprietà. Purtroppo per lui la ragazza ha altre aspirazioni e sogna di fare cinema, al punto che si iscrive al relativo corso universitario. Proprio in questo modo incontra Vadim Arcadi, un ragazzo di poco più grande e dall’indole ribelle: i due sono stati assegnati a un compito comune dal loro insegnante e posso così conoscersi meglio.

Nonostante le evidenti differenze, tra i protagonisti di Io+Te – Soli contro tutti si sviluppa una chimica sempre maggiore, anche se le voci sulla doppia vita criminale di Vadim rischiano di incrinare la fiducia che lei aveva riposto nei suoi confronti. Peccato che Alma sia già fidanzata e lui sia effettivamente invischiato in loschi giri, dinamiche che complicano inevitabilmente la nascente relazione tra loro, rischiando di condurre a conseguenze potenzialmente irreparabili.

Io+Te: insieme contro ogni logica – recensione

Una ragazza di buona famiglia che si innamora del classico bad boy, nascondendo il tutto ai genitori: una storia già ampiamente vista e rivista, che viene qui declinata senza particolari variazioni di sorta. Alla base di Io+Te – Soli contro tutti vi è come spesso accade un romanzo, lo young-adult pubblicato da Emma Green – pseudonimo dietro il quale si nascondono in realtà due scrittrici francesi.

L’ora e mezza di visione vorrebbe essere al contempo una love-story, un racconto di formazione sentimentale e in minima parte un crime-thriller, ma fallisce clamorosamente su pressoché ogni fronte, limitandosi a un inerme copia-incolla di situazioni ormai abusate nelle dinamiche del filone. Gli opposti che si attraggono sono al centro di una confezione patinata e priva di tensione e di chimica, con i due protagonisti che si rivelano inadatti a ruoli di primo piano. Vittoria Di Savoia, erede al suo debutto davanti alla macchina da presa, e Lucas Barski sono infatti ancora acerbi per reggere il peso melodrammatico di una vicenda già a corto di personalità nelle pagine scritte.

Vorrei ma non posso

Anche laddove i due sembrano voler tentare di trasmettere qualcosa ai relativi personaggi, la sceneggiatura non offre loro materiale sufficiente per costruire una relazione credibile. I dialoghi didascalici, i colpi di scena telefonati e una caratterizzazione del contorno che sfiora la parodia rendono Io+Te – Soli contro tutti una fiera delle banalità in piena regola. Tutto viene introdotto velocemente, rimarcato almeno un paio di volte e poi rapidamente abbandonato per passare al successivo stereotipo, all’insegna di un meccanismo prevedibile e ripetitivo, che nell’epilogo si apre ovviamente a una telefonatissima continuazione.

Paradossale che il cinema, comune passione dei due amanti, venga continuamente evocato quale veicolo di libertà e creatività quando poi il film stesso si affida ad una messa scena stanca e anonima, mai capace di suscitare quel minimo di emozione richiesto. La regia di Manon Gaurin, attrice al suo esordio in un lungometraggio in tali vesti, è inutilmente manierata e non offre nemmeno qualche scorcio suggestivo a cercare di rendere palpabile almeno il contesto, che va di così di pari passo con la banalità dell’assunto.

Conclusioni finali

Un film romantico senz’anima, che si smarrisce in cliché assortiti e non riesce a rendere mai credibile la nascente storia d’amore tra i suoi protagonisti. Lei di famiglia ricca, lui cresciuto nei bassifondi e invischiato in giri criminali: non poteva che essere colpo di fulmine – più o meno immediato poco importa – secondo le controverse logiche del moderno young adult.

Adattamento dell’omonimo romanzo, Io+Te – Soli contro tutti si presenta come primo capitolo di una saga dove probabilmente il peggio deve ancora arrivare, dato quell’epilogo aperto che promette un futuro, forzato, ricongiungimento. In quest’ora e mezza di visione, un copione prevedibile e un cast anonimo, nel quale si segnala l’esordio di Vittoria Di Savoia nel ruolo principale, danno vita a una love-story a corto di emozioni.