Laura Pausini, la confessione sul palco a Mantova: “Non devo per forza piacere a tutti”. Poi si scusa con i giornalisti durante il concerto: “Non sono riuscita a salutarvi”

Laura Pausini

Laura Pausini è tornata a casa. E lo ha fatto a modo suo: con la musica, con una lunga carrellata di successi e con uno spettacolo pensato per riportare il pubblico dentro il suo mondo. È partito ieri sera, giovedì 1 ottobre, dal PalaUnical di Mantova, il nuovo capitolo europeo dell’IO CANTO / YO CANTO WORLD TOUR 2026/2027, la sua undicesima tournée mondiale.

Il concerto di Laura Pausini a Mantova: il racconto

Quella di Mantova è stata la data zero italiana, seguita questa sera dalla replica nella città lombarda, prima di proseguire con le tre date di Milano e poi con Torino, Bologna, Firenze e le successive tappe europee.

Due ore e mezza di concerto in cui Laura Pausini ha attraversato più di trent’anni di carriera, alternando le canzoni che hanno fatto la storia del suo percorso artistico a brani meno scontati, particolarmente amati dai fan.

Laura Pausini, il concerto di Mantova tra passato e presente

A dare il via allo show è stata “Io canto”, brano simbolo dell’omonimo progetto del 2006/2007 e perfetto manifesto di un concerto che mette la musica al centro di tutto. Poi, una dopo l’altra, sono arrivate “Ritorno ad amare”, “Tra te e il mare”, “Come se non fosse stato mai amore”, “Invece no”, “Vivimi”, “E ritorno da te”, “Un’emergenza d’amore”, “Resta in ascolto”** e tantissimi altri titoli che hanno accompagnato la carriera della cantante romagnola.

Non sono mancati i momenti dedicati ai fan di lunga data. All’interno della scaletta hanno trovato spazio infatti “Ascolta il tuo cuore”, “Benedetta passione”, “La prospettiva di me”, “Seamisai”, “Mi rubi l’anima”, “Il tuo nome in maiuscolo”, “Non è detto”, “Durare”, “Casomai” e “Gente”.

Una scaletta costruita per raccontare Laura attraverso epoche e atmosfere differenti, senza rinunciare ai grandi classici. E proprio la costruzione della setlist, come aveva spiegato la stessa Pausini, nasce dalla volontà di trovare un equilibrio tra i successi più conosciuti e quei brani che il pubblico continua a chiedere negli anni.

Gli omaggi ai grandi della musica italiana

Uno dei momenti più particolari della serata è stato il medley dedicato ad alcuni grandi artisti italiani. A Mantova Laura ha scelto “Il cielo in una stanza” di Gino Paoli, “Scrivimi” di Nino Buonocore, “Nei giardini che nessuno sa” di Renato Zero e “Immensamente” di Umberto Tozzi.

Un omaggio che racconta anche la Laura Pausini ascoltatrice e appassionata di musica, prima ancora che interprete. Non a caso, parlando del suo progetto “Io canto”, l’artista ha sottolineato più volte quanto ami cantare le canzoni degli altri, ricordando che quei brani sono stati parte della sua vita, ascoltati a casa, in macchina e ai tempi del pianobar.

“Non devo per forza piacere a tutti”: il momento più personale di Laura

Tra una canzone e l’altra, Laura ha trovato anche il modo di parlare direttamente al suo pubblico. E uno dei passaggi più personali della serata è arrivato quando ha spiegato di aver scelto, negli ultimi anni, di gestire diversamente la propria voglia di raccontarsi.

“Non devo per forza piacere a tutti”, ha detto l’artista, raccontando quanto sia cambiato il suo rapporto con le parole e con ciò che viene detto o scritto su di lei. Laura ha parlato della necessità di imparare anche a lasciare spazio, a lasciar andare e, in alcune situazioni, a scegliere il silenzio. Ma soprattutto la musica.

Un concetto racchiuso in una frase particolarmente significativa: guardarsi allo specchio e ricordarsi che non si è nati per essere “la persona giusta nella vita di tutti”, ma per non diventare “la persona sbagliata nella propria”. Un momento che ha permesso al pubblico di conoscere una Laura diversa da quella che, per oltre due ore, era stata soprattutto la grande interprete sul palco.

Il messaggio contro la violenza sulle donne e “Io sì”

Tra i momenti più intensi della serata c’è stato quello dedicato a “Io sì”, il brano premio Oscar e simbolo dell’impegno di Laura Pausini contro la violenza sulle donne. Prima dell’esibizione, il concerto si è fermato per lasciare spazio a un video e a un monologo dedicato al tema. “La violenza è un urlo sordo che si traveste da amore, si nutre del silenzio e lascia a terra ali spezzate”, è uno dei passaggi del messaggio proiettato durante lo show.

Poi l’invito a non lasciare invisibili le vittime e a spezzare quella che viene descritta come una catena. La performance di “Io sì” si è trasformata così in uno dei momenti più raccolti dell’intero concerto, chiuso da un lungo applauso del pubblico del PalaUnical.

Laura Pausini e il saluto ai giornalisti: “Non sono riuscita a salutarvi”

Nel corso del concerto Laura ha voluto dedicare anche un pensiero ai giornalisti italiani presenti a Mantova per la data zero. Con il suo consueto tono ironico, ha scherzato sulla particolarità della serata e sul fatto che fosse la “famosa data zero”, aggiungendo: “Noi siamo come la farina, doppia zero”.

Poi sono arrivate le scuse per non essere riuscita a incontrare personalmente i giornalisti prima dello show. Laura ha spiegato che, arrivata a 52 anni e impegnata in una tournée così lunga, ci sono alcune regole da rispettare e una precisa organizzazione delle giornate. Ha raccontato di non aver parlato fino alle 17 e di aver poi dovuto concentrare nel pomeriggio tutte le attività che normalmente vengono svolte durante la giornata.

“Non sono riuscita a salutarvi”, ha detto rivolgendosi ai giornalisti presenti, prima di aggiungere una speranza: “Spero vi piaccia quello che abbiamo preparato e che questo pubblico possa accogliervi come vi meritate”. Un piccolo momento fuori programma che ha mostrato ancora una volta il lato più diretto e spontaneo dell’artista.

Una fortezza sul palco e uno spettacolo immersivo

Dal punto di vista scenografico, il nuovo show porta avanti l’idea della fortezza, già protagonista della tournée internazionale, ma la sviluppa ulteriormente nella versione europea. Il palco diventa una sorta di mondo da esplorare, con visual, luci, laser, effetti speciali e una forte componente narrativa.

L’idea, sviluppata da Laura Pausini e Luca Tommassini, è quella di trasformare il concerto in un’esperienza immersiva, portando lo spettatore sempre più vicino all’artista. La tecnologia, però, non è mai fine a se stessa: accompagna le canzoni e cambia insieme alle diverse anime dello spettacolo.

Particolarmente suggestivi alcuni momenti dedicati ai brani di “Io canto 2”: “Quanno chiove”, incorniciata da una scenografia che richiama un quadro settecentesco, e “Hai scelto me”, con Laura distesa su un letto sospeso. Poi “16 marzo”, durante la quale la fortezza lascia spazio a una piramide di laser in movimento.

Il finale è tutto per gli anni Novanta

Dopo “Siamo soli nell’immenso vuoto che c’è”, Laura ha lasciato il palco per poi tornare per il bis più atteso. E qui il tempo è tornato indietro. Il finale è stato affidato a tre canzoni che non hanno bisogno di presentazioni: “Strani amori”, “La solitudine” e “Incancellabile”. Tre brani che hanno segnato l’inizio della sua storia e che, ancora oggi, vengono cantati dal pubblico insieme a lei.

È proprio qui che si chiude la prima notte italiana dell’IO CANTO / YO CANTO WORLD TOUR 2026/2027: con Laura Pausini che torna alle sue origini, dopo aver attraversato oltre trent’anni di musica, e con un pubblico che continua a riconoscersi nelle sue canzoni.

Da Mantova riparte così un viaggio che porterà Laura Pausini nei principali palazzetti italiani ed europei e che nel 2027 proseguirà con Laura Stadium Anniversary 2007/2027, il progetto pensato per celebrare i vent’anni dal suo storico primo concerto allo stadio di San Siro. Ma per una sera, tutto è partito da Mantova. E dalla musica.