- L’attore 55enne parla anche dell’adorata mamma Rosa, scomparsa nel 2019, che gli ha insegnato tanto
- “Per paura di ferire o di perdere l’amore delle persone che amiamo, rimaniamo fermi in situazioni che non ci appartengono più”
Raoul Bova conquista nel ruolo di Stefano Foglio nella fiction di Rai1 Tutto l’amore che resta. A Diva e Donna l’attore si svela tra l’amore ritrovato con Beatrice Arnera dopo il crack con Rocìo Munoz Morale e i figli. “Ho scelto la mia felicità”, confessa.

Il 55enne per il ruolo, ma soprattutto per affrontare le scelte della vita, si ispira a mamma Rosa, scomparsa nel 2019. “Mia madre mi ha insegnato una cosa molto semplice, ma non sempre facile da mettere in pratica: scegliere la propria felicità non significa amare meno gli altri. A volte, per paura di ferire o di perdere l’amore delle persone che amiamo, rimaniamo fermi in situazioni che non ci appartengono più. Nell’ultimo anno quelle parole mi sono tornate in mente molte volte e mi hanno aiutato”, spiega. Gli hanno dato una mano a fare chiarezza nel suo cuore e a decideere di lasciare andare la storia con la spagnola 38enne da cui ha avuto Luna e Alma, 10 e 7 anni.
Raoul, padre pure di Alessandro Leon e Francesco, 26 e 25 anni, nati dall’unione con l’ex moglie Chiara Giordano, sottolinea ancora: “Ho capito che si può attraversare anche un cambiamento doloroso cercando di rimanere fedeli a sé stessi, senza smettere di essere padre, senza smettere di amare. Questa è la cosa più importante. I rapporti veri possono cambiare forma e attraversare momenti difficili, ma se l’amore è autentico non svanisce”.

Bova guarda al futuro, ora, con serenità, accanto a Beatrice: “Oggi desidero custodire soprattutto i legami nei quali c’è verità, con i miei figli, con la mia famiglia e con le persone che mi sono state accanto nei momenti più complicati. Con il tempo impari che non tutto ciò che perdi è una perdita e che non tutto ciò che resta deve rimanere uguale a prima. Alcuni rapporti cambiano, alcuni finiscono, altri diventano ancora più profondi. Per me costruire oggi significa cercare serenità e autenticità. Significa continuare a credere nell’amore, nonostante le delusioni e le ferite, perché la cosa più triste sarebbe permettere a ciò che ci ha fatto male di toglierci la capacità di amare”.
Quando gli si domanda che padre sia, l’artista replica: “Sto ancora imparando a esserlo. Ho capito che significa esserci senza occupare tutto lo spazio, far sapere ai propri figli che ci sei senza pretendere di decidere al posto loro. Amare davvero un figlio significa dargli radici abbastanza forti per sapere da dove viene, ma anche la libertà di scegliere dove vuole andare”.
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