Report, ormai storico programma di inchieste di Rai 3, nel 2023 ha festeggiato i suoi 25 anni di trasmissione. Per la ventiseiesima stagione (2023-2024) il programma erediterà la collocazione della prima serata della domenica, occupata da Che tempo che fa sino alla scorsa stagione tv.
Il lavoro della squadra di Report con la conduzione di Sigfrido Ranucci, proporrà al pubblico nuovi reportage sui fatti di attualità che coinvolgono diversi ambiti del nostro Paese. Se volete saperne di più, proseguite nella lettura!
Report 2023 su RaiPlay
Oltre che durante la messa in onda televisiva, è possibile vedere l’ultima puntata andata in onda di Report su RaiPlay, e sull’app per smart tv, tablet e smartphone. A questo link la pagina ufficiale del programma.
Report 2023, stasera
Le inchieste sono realizzate con la consueta collaborazione di Bernardo Iovene, Michele Buono, Cataldo Ciccolella, Elisa Marincola, Ilaria Proietti e di Alessia Marzi.
Decima puntata, 10 dicembre 2023
Di Lorenzo Vendemiale e Carlo Tecce. Ci si occupa degli affari della sinistra sui diritti civili. Il servizio svela le attività private di due volti di primo piano del Partito Democratico: da sempre in prima fila per la difesa dei diritti civili, fuori dal Parlamento hanno fatto di questa nobile battaglia politica un business.
“Finanziamento ai partiti”
Di Luca Chianca, con la collaborazione di Alessia Marzi. Nel 2013 il governo Letta mette fine ai finanziamenti pubblici ai partiti. Sono passati 10 anni esatti e oggi quei partiti per svolgere la loro attività politica possono raccogliere soldi dalle donazioni dei privati e dal 2×1000 devoluto dai contribuenti. Spesso, la fonte principale di finanziamento dei partiti è data dai contributi dei loro stessi parlamentari. Lo faceva un tempo solo il Partito Comunista. Report ha scandagliato i bilanci di tutti i partiti politici e delle maggiori fondazioni legate agli stessi partiti, dove i simboli politici diventano anche terreno di cause in tribunale. Come quella che riguarda l’antica fiamma del Movimento Sociale Italiano, che oggi troviamo dentro il simbolo di Fratelli d’Italia. Chi controlla? La Commissione di garanzia degli statuti e per la trasparenza e il controllo dei rendiconti dei partiti politici. È composta da cinque magistrati e solo quattro funzionari che, tra partiti e fondazioni, controllano ogni anno circa 120 bilanci, le donazioni dei privati e la fedina penale di migliaia di candidati per ogni elezione, e con un budget di solo 60mila euro l’anno. Come si convince un potenziale candidato a entrare in campagna elettorale? Report racconta in esclusiva in che modo la Lega di Salvini corteggerebbe personaggi illustri per potersi giocare al meglio le prossime europee.
Di Giulio Valesini e Cataldo Ciccolella, con la collaborazione Lidia Galeazzo e Alessia Pelagaggi. Report torna a occuparsi dei CPAP, BiPAP e ventilatori distribuiti in tutto il mondo da Philips, che dovevano aiutare i pazienti a respirare meglio. Nel 2021, 15 milioni di dispositivi sono stati dichiarati pericolosi per la salute dei pazienti. Philips ammise che la schiuma usata per insonorizzare il motore rilasciava una polvere potenzialmente cancerogena per gli utilizzatori. In Italia sono 100 mila gli utilizzatori di apparecchi per respirare di Philips non sicuri, il 70% in comodato d’uso attraverso la convenzione con le Asl. L’azienda olandese è chiamata a sostituire tutti i dispositivi ma a distanza di due anni, nel nostro paese ce ne sarebbero ancora circa 15 mila che nessuno sa dove siano finiti e chi li stia utilizzando, anche perché ad oggi non esiste ancora un registro che aiuti la tracciabilità dei respiratori. Documenti interni a Philips proverebbero che i dirigenti della multinazionale olandese erano a conoscenza del grave problema da anni, ma hanno atteso prima di effettuare il più grande richiamo di sicurezza della storia dei dispositivi medici. A Milano i pazienti hanno portato Philips in tribunale promuovendo la prima class action in ambito sanitario del nostro Paese.
Nona puntata, 3 dicembre 2023
Di Lorenzo Vendemiale e Carlo Tecce. Maurizio Gasparri, da vicepresidente del Senato prima e ora da capogruppo di Forza Italia, è stato ed è ancora presidente anche di Cyberealm, una società specializzata nella sicurezza informatica. Ma chi c’è davvero dietro Cyberealm? E qual è il ruolo, mai dichiarato al Parlamento, di Maurizio Gasparri? Dall’inchiesta emerge che l’azienda, in cui operano rappresentanti ufficiali e occulti vicini ad apparati stranieri, ha rapporti diretti e indiretti con le nostre istituzioni.
Di Luca Bertazzoni, in collaborazione con Marzia Amico. Si analizza l’era del Superbonus 110% che finirà il prossimo 31 dicembre e che in questi anni è costato quasi 100 miliardi di euro alle casse dello Stato per 440mila interventi di ristrutturazione. L’inchiesta traccia un bilancio della misura voluta dal Governo Conte II. In primo anche piano la truffa di Mister Miliardo, un imprenditore di San Severo finito sotto indagine per presunta emissione di fatture inesistenti. L’inchiesta si occupa anche dei materiali che sono utilizzati per costruire i cappotti termici in Italia, partendo dall’incendio dello scorso giugno in un palazzo di Colli Aniene a Roma, dove ha perso la vita una persona.
Di Giulia Innocenzi, in collaborazione Greta Orsi e Giulia Sabella. Dopo l’inchiesta del 5 novembre, in cui Report aveva mostrato che per contrastare la peste suina erano stati abbattuti in Lombardia oltre 10.000 suini con l’elettrocuzione, e che erano stati commessi diversi maltrattamenti sugli animali, la procura di Pavia ha aperto un fascicolo e il ministro dell’agricoltura Lollobrigida è stato chiamato alla Camera dei deputati a dare spiegazioni.
Di Giulio Valesini e Cataldo Ciccolella, in collaborazione con Lidia Galeazzo e Alessia Pelagaggi. Ci si occupa dei CPap, BiPap e ventilatori distribuiti in tutto il mondo da Philips, che dovevano aiutare i pazienti a respirare meglio. In Italia sono 100 mila gli utilizzatori di apparecchi per respirare di Philips non sicuri, il 70% in comodato d’uso attraverso la convenzione con le Asl. L’azienda olandese è chiamata a sostituire tutti i dispositivi ma a distanza di due anni, nel nostro paese ce ne sarebbero ancora circa 15 mila che nessuno sa dove siano finiti e chi li stia utilizzando, anche perché ad oggi non esiste ancora un registro che aiuti la tracciabilità dei respiratori. A Milano i pazienti hanno portato Philips in tribunale promuovendo la prima class action in ambito sanitario del nostro paese.
Di Lucina Paternesi in collaborazione con Giulia Sabella. Si parla degli studenti che, tra il 2021 e il 2023, si sono visti azzerare il plafond del Bonus Cultura 18App senza aver fatto accesso alla piattaforma del Ministero della Cultura né aver speso soldi in qualche libreria o acquistando i biglietti per una mostra o un concerto, in alcune città italiane, tra cui Siena, Ancona e altre in Friuli-Venezia Giulia. Mentre il Governo ha deciso di non rifinanziare il bonus, sostituendolo con una Carta del Merito e una Carta cultura giovani in base all’Isee, qualcuno si è approfittato delle falle nel sistema di autenticazione utilizzato per accedere al Bonus 18App, lo Spid.
Di Chiara De Luca. Report torna a vedere come è cambiata la situazione in Valle Stura, dove ogni giorno circa 1000 tir attraversano il centro di alcuni comuni montani -diretti per il 70 per cento allo stabilimento di Acqua Sant’Anna e per il 30 per cento in Francia-. Proprio il management dell’azienda che produce il noto marchio acqua Sant’Anna è protagonista di una vicenda giudiziaria. Tutto ruota intorno a un articolo secondo cui il brand Acqua Eva sarebbe stato di proprietà della Lidl. Una notizia falsa, che però ha allarmato il mondo della grande distribuzione.
Ottava puntata, 26 novembre 2023
Di Danilo Procaccianti, con la collaborazione di Andrea Tornago. Si indaga sull’annosa vicenda del Ponte sullo Stretto, di cui si parla da più di 70 anni. Non si è mai costruito nulla, ma è costato già centinaia di milioni di euro. Nel 2013, dopo la liquidazione definitiva della società Stretto di Messina Spa decisa dal Governo Monti, sembrava un capitolo chiuso per il nostro Paese. Ha riaperto i giochi il ministro delle infrastrutture Matteo Salvini, che ha rimesso in piedi la società e riavviato tutte le procedure per la costruzione del ponte. Il bando di gara era stato vinto per un appalto da 4 miliardi, oggi nella Legge di bilancio ne sono previsti 11,6, ma non si capisce in base a quale progetto, visto che l’unico progetto definitivo esistente risale al 2012. Dietro l’operazione Ponte sono tornate vecchie conoscenze di berlusconiana memoria.
Di Claudia Di Pasquale, con la collaborazione di Raffaella Notariale. Totò Cuffaro è tornato e con lui è tornata la Democrazia Cristiana. Tra i nuovi volti della Dc c’è quello di Nuccia Albano, primo medico legale donna della Sicilia e oggi assessora regionale alla Famiglia. Alcune settimane fa “Report” ha scoperto che è anche figlia dello storico boss di Borgetto, Domenico Albano, deceduto negli anni ’60. L’assessora ha dichiarato che non rinnega il padre, ma che il suo stile di vita è distante dalla mafia ed è all’insegna della legalità. Il fratello, Giovanni Albano, è a sua volta il presidente della Fondazione Istituto G. Giglio, che gestisce l’ospedale di Cefalù. Che ruolo ha avuto l’ospedale nella campagna elettorale della sorella? E che ruolo ha oggi la Fondazione Giglio nel contesto della sanità siciliana?
Di Lucina Paternesi, con la collaborazione di Giulia Sabella. Tra il 2021 e il 2023 in alcune città italiane, tra cui Siena, Ancona e altre in Friuli-Venezia Giulia, molti degli studenti che avevano diritto al Bonus Cultura 18App si sono visti azzerare il proprio plafond senza aver fatto accesso alla piattaforma del Ministero della Cultura, né aver speso soldi in qualche libreria o acquistando i biglietti per una mostra o un concerto. Ad oggi i casi sono più di 600 e la truffa si aggira intorno ai 300 mila euro. Chi ha sottratto i soldi che i neo-diciottenni avrebbero potuto spendere in manifestazioni culturali o testi universitari? Mentre il Governo ha deciso di non rifinanziare il bonus, sostituendolo con una Carta del Merito e una Carta cultura giovani in base all’Isee, qualcuno si è approfittato delle falle nel sistema di autenticazione utilizzato per accedere al Bonus 18App, lo Spid. Ma come, se l’identità digitale di ciascuno di noi prevede l’autenticazione del richiedente? Tra finti librai che incassano buoni mai spesi in assenza di controlli e doppioni delle identità digitali, quanto siamo pronti alla sfida del Wallet europeo con cui potremo acquistare un biglietto aereo o autenticarci durante un controllo delle forze dell’ordine?
Settima puntata, 19 novembre 2023
- “Scoperta elettrizzante”
Di Giulio Valesini e Cataldo Ciccolella, con la collaborazione di Eva Georganopoulou e Stefano Lamorgese. Deforestazione, centrali a carbone, interi villaggi sgomberati con la forza, scarti chimici nelle acque, operai bruciati vivi, schiavi bambini, fauna e flora devastate, incidenti mortali. Sono il prezzo nascosto dell’auto elettrica. La rivoluzione verde, infatti, come tutte le rivoluzioni, non è un pranzo di gala. La Commissione Europea ha deciso che dal 2035 si potranno vendere solo veicoli elettrici. Bisogna abbattere a tutti i costi le emissioni di Co2 per combattere l’effetto serra. Ma se la transizione avverrà senza tenere in conto i costi umani e ambientali, rischia di essere solo una tinta di verde che copre ogni sorta di abusi. La parte più importante di un’auto elettrica è la sua batteria: 500 chili di minerali tra cui nichel, litio, manganese, cobalto, che viaggiano fino a 50.000 miglia nautiche prima di raggiungere la fabbrica in cui saranno trasformati in celle. Non proprio a Km zero. E d’altronde i fornitori di materie prime per ogni singola casa automobilistica sono centinaia: è difficile sapere da dove arrivano e dove finiscono i minerali per i veicoli elettrici, nemmeno il congresso americano è riuscito a farli mappare. Report ha deciso di indagare sulla filiera del nichel, un minerale che costituisce il 10% circa del peso delle batterie più performanti, dai 39 ai 43 chili per auto, fino in Indonesia, dove ha potuto documentare quanto poco pulita è la filiera e quanto incide sui diritti umani più basici, a partire dall’accesso all’acqua. Anche nella vicina Germania, la fabbrica di Tesla è al centro di infuocate polemiche per il suo impatto ambientale.
- “Tiro a segno”
Di Giulia Presutti. Si torna all’11 dicembre 2022, quando un uomo di nome Claudio Campiti è entrato armato a Fidene nell’assemblea di un consorzio di abitazioni e ha fatto fuoco uccidendo quattro donne. La pistola è risultata di proprietà del Tiro a segno di Roma, il poligono dove Campiti si esercitava regolarmente. Da lì aveva sottratto l’arma circa mezz’ora prima della strage. Ma come? Il regolamento del poligono prevedeva che gli iscritti, anche privi di porto d’armi, noleggiassero la pistola in armeria e percorressero poi in autonomia lo spazio di 247 metri che li separava dalle linee di tiro. L’assenza di controlli sulle armi è finita sotto la lente della Procura di Roma, che ha ottenuto il rinvio a giudizio anche del presidente e dell’armaiolo del Tiro a segno. Ma chi doveva controllare l’operato del personale del poligono? L’Unione Italiana Tiro a Segno è una federazione sportiva affiliata al Coni, ma sottoposta alla vigilanza del Ministero della Difesa. Per la pubblica sicurezza connessa all’uso delle armi è competente, invece, il Ministero dell’Interno. Hanno vigilato?
- “Il ritorno al mondo dei puff”
Di Antonella Cignarale. A differenza delle sigarette elettroniche tradizionali, la quasi totalità delle usa e getta in commercio in Italia non è ricaricabile e una volta esauriti i tiri a disposizione la sigaretta monouso va gettata. Dove, però, conferirla correttamente per riciclare i suoi componenti non è neanche chiaro a tutti, né tra chi le usa né tra chi le vende. Il mercato delle sigarette elettroniche usa e getta è esploso in Italia da più di un anno, ad autorizzare il loro commercio sono i ministeri competenti, ma alcune sostanze che si possono inalare con questi dispositivi elettronici non sono state ancora regolamentate. Report a scopo esplorativo ha voluto analizzarle.
Sesta puntata, 12 novembre 2023
- “La Russa dinasty 2”
Di Giorgio Mottola, con la collaborazione di Greta Orsi. Il programma torna ad occuparsi della famiglia del Presidente del Senato con un’intervista inedita a un ex parlamentare e dirigente nazionale dell’Msi che conferma i rapporti della famiglia La Russa con alcuni finanzieri opachi, uno dei quali ha fatto fortuna grazie alle leggi razziali contro gli ebrei, e con il banchiere della mafia e della P2 Michele Sindona. Nel corso della puntata è proposta anche l’intervista esclusiva a uno degli ex militanti neofascisti condannati per l’omicidio del poliziotto Antonio Marino che rivelerà particolari inediti legati agli scontri e ai risarcimenti di quel 12 aprile 1973, noto come il giovedì nero di Milano. Report ricostruisce inoltre la genesi delle relazioni tra il Presidente del Senato e Silvio Berlusconi, attraverso la testimonianza di un ex parlamentare di Alleanza Nazionale e del Popolo della libertà, e l’origine della frattura tra Fini e Berlusconi. Infine, rivela le dinamiche riguardanti il cognato di Ignazio La Russa, Gaetano Raspagliesi, per l’acquisto di un altro call center, questa volta in Lombardia.
- “Periferie d’autore”
Di Bernardo Iovene con la collaborazione di Lidia Galeazzo e Greta Orsi. Saranno demolite le ultime vele di Scampia. Anche le stecche del Bronx di San Giovanni a Teduccio e i Bipiani di amianto di Ponticelli saranno abbattuti per costruire nuovi quartieri con i finanziamenti del PNRR. A Roma invece il serpentone di Corviale e l’R5 di Tor Bella Monaca, quartieri simbolo del degrado della periferia romana, saranno ristrutturati. Sono progetti già avviati con i PUI, Piani Urbani Integrati, che rischiano il blocco perché il governo ha proposto lo stralcio alla Commissione Europea, promettendo ai comuni che hanno protestato finanziamenti da altri fondi nazionali con una scadenza più lunga. Complessivamente sono a rischio 13 dei 16 miliardi di euro previsti. Il programma ha girato in ognuno di questi quartieri per documentare le condizioni di vita entrando nel merito dei singoli progetti che, oltre all’intervento edilizio, prevedono programmi di inclusione attraverso la creazione di servizi e spazi per le attività commerciali. Molte le analogie trovate con i progetti di oltre 40 anni fa che da Scampia a Corviale non hanno funzionato. Anche il Comune di Venezia ha più di 2000 case pubbliche sfitte da ristrutturare, ma nel Piano Urbano Integrato ha richiesto 93 milioni di euro dai fondi PNRR per costruire il nuovo Palasport. Dopo la bocciatura della Commissione europea, a sorpresa il nostro governo, con un decreto, il 4 luglio è intervenuto con un finanziamento di 93,5 milioni di euro provenienti da fondi nazionali a favore del nuovo Palasport.
- “Il mondo dei puff”
Di Antonella Cignarale. Sindaga sulle sigarette elettroniche usa e getta, colorate come pennarelli, invisibili in un palmo di mano. Ci sono con o senza nicotina, ma nel 2022 in Italia su 30 milioni di pezzi più di 29 milioni contenevano nicotina. Variegate e dall’aspetto accattivante le sigarette elettroniche usa e getta, anche dette “Puff”, si trovano al gusto di tabacco ma anche di frutta, bevande gassate, gelato e anche al gusto di zucchero filato o popcorn. Usate da chi vuole ridurre il danno delle sigarette di tabacco però si trovano anche in mano ai minori. Si mimetizzano tra i loro evidenziatori di scuola, non puzzano di fumo e il più delle volte sono invisibili a genitori e docenti. Ma quanto sappiamo di questo mondo?
Quinta puntata, 5 novembre 2023
- “Cosa veneta”
Di Walter Molino e Andrea Tornago. Dalla Laguna di Venezia alla campagna veronese, dalle tranquille e produttive province di Padova e Treviso al distretto vicentino della chimica, le organizzazioni mafiose si stanno prendendo il Veneto. Le inchieste antimafia degli ultimi anni hanno portato alla luce un territorio in cui si è radicata la criminalità organizzata: nel ricco Nordest Cosa Nostra, ‘Ndrangheta, Casalesi si mescolano, concludono affari, si infiltrano negli appalti, si interessano di voti e di amministrazione pubblica, intrattengono rapporti privilegiati con forze dell’ordine, imprenditoria e massoneria.
- “I monatti”
Di Giulia Innocenzi e la collaborazione di Greta Orsi e Giulia Sabella. Le telecamere del programma vanno in Cina e a quasi quattro anni dal Covid-19 tornano a Wuhan ed entrano nei mercati umidi nel sud del paese, dove vengono ancora venduti cani e gatti per essere macellati. E prime in assoluto con Giulia Innocenzi entrano negli allevamenti grattacielo, dove vengono allevati milioni di maiali. Una bomba ecologica, secondo gli esperti, un fortino contro i virus, secondo il governo cinese, che ha puntato su queste strutture dopo che la peste suina ha sterminato centinaia di milioni di maiali. E ora la peste suina è riuscita a entrare negli allevamenti italiani, dove sono stati abbattuti 40mila maiali. Report mostra in esclusiva le immagini di alcuni abbattimenti finanziati dalla Regione Lombardia con diverse irregolarità. Sono stati fatti tutti i controlli necessari?
Quarta puntata, 29 ottobre 2023
- “Desideri sauditi”
Di Daniele Autieri, con la collaborazione di Federico Marconi e Carlo Tecce. Incontri segreti dei parlamentari, mediazioni dei politici italiani sugli affari del calcio, viaggi pagati dal governo, ingerenze politiche sul caso Regeni che arrivano fino alla presidenza del Consiglio di allora, opache operazioni per ottenere l’assegnazione dell’Esposizione Universale del 2030 che si deciderà il prossimo 28 novembre a Parigi. È il piano complesso del Regno Saudita per conquistare una leadership geopolitica tra i paesi arabi e un consenso diffuso tra i paesi del blocco occidentale e che ha come obiettivo anche l’Italia, il primo paese dell’Unione europea che dal 2019 viene scelto per penetrare politicamente il Vecchio Continente. Un piano che Report ha ricostruito con documenti e testimonianze finora inedite. Per la prima volta emergono le attività di pressione e lobbying esercitate negli Stati Uniti, in Europa ma anche su parlamentari italiani, così come gli incontri a porte chiuse organizzati a Roma alla presenza di membri del governo saudita. Sullo sfondo il grande circo del calcio mondiale, nel quale l’Arabia Saudita ha trasformato la più grande e dispendiosa campagna acquisti nella storia in una strategia per la conquista del consenso globale, che ha coinvolto anche la Federcalcio e l’ex Ct della Nazionale azzurra Roberto Mancini. Oggi però il Principe ereditario Mohammad Bin Salman deve fare i conti con le conseguenze degli attentati di Hamas del 7 ottobre, che avevano tra gli obiettivi anche quello di far saltare il dialogo di pace avviato tra l’Arabia Saudita e Israele con gli Accordi di Abramo, e che riaprono il dibattito sul ruolo della monarchia saudita nella regione.
- “La tragedia del bus”
Di Giulia Presutti con la collaborazione Lidia Galeazzo e Andrea Tornago. Si torna sull’incidente che lo scorso 3 ottobre, a Mestre, provocò la morte di 21 persone, e il ferimento di altre 15, dopo che un autobus elettrico pieno di turisti era precipitato da un cavalcavia di Mestre. L’inchiesta si apre con l’analisi dei primi rilievi effettuati dopo l’incidente, secondo i quali il bus si è accostato a destra strusciando sul guard rail per quasi cinquanta metri, precipitando poi in corrispondenza di un varco di servizio. Ma perché la continuità della barriera era interrotta da un’apertura che si è rivelata fatale? E perché il bus, guidato da un autista esperto, sembra esser stato negli ultimi istanti privo di controllo? Il tratto di strada dove è avvenuto l’incidente è sottoposto alla gestione del Comune, che stava svolgendo dei lavori per la messa in sicurezza del viadotto, ma non li aveva ancora terminati. Il bus, invece, è di proprietà dell’azienda Martini Bus, controllata da La Linea Spa, e fa parte di una flotta di venti pullman elettrici prodotti dal colosso cinese Yutong che sono l’avanguardia della mobilità a zero emissioni. Per l’incidente, intanto, la procura ha iscritto nel registro degli indagati due tecnici del Comune e l’AD di La Linea.
- “Falda e faldoni”
Di Lucian Paternesi, con la collaborazione di Giulia Sabella. Tra i ventiquattro comuni del veronese in cui si coltiva il riso vialone nano, tra i più pregiati e l’unico insignito del marchio IGP in Europa, c’è anche il piccolo comune di Sorgà. Tra un campo di riso e l’altro, però, incombono le ruspe che hanno iniziato gli scavi per realizzare una discarica per rifiuti speciali non pericolosi: il car fluff, un pulviscolo contenente tutto ciò che non si può più riciclare dalle auto che rottamiamo. Come è possibile che la Regione Veneto abbia permesso a un’azienda privata di interrare quei rifiuti a due passi dalle risaie e dalle acque pure che inondano quei terreni? Il terreno su cui sorgerà la discarica è privato, l’azienda l’ha acquistato e ha iniziato a pagarlo prima di ottenere il via libero definitivo dalla Regione, nonostante la contrarietà della comunità locale. Ma non è l’unica stranezza: secondo il progetto che l’azienda ha presentato alla Regione la falda acquifera si troverebbe ben al di sotto di dove si dovrà scavare, ed è toccato alla piccola amministrazione di Sorgà rifare tutti i rilievi sul terreno fino a che il Tar ha sospeso gli scavi e ora si dovrà pronunciare sul futuro della discarica e del piccolo Comune. Ma quanto è costato tutto questo?
Terza puntata, 22 ottobre 2023
- “Il testamento”
Di Luca Bertazzoni, in collaborazione con Marzia Amico. Nel testamento di Silvio Berlusconi non c’è alcun riferimento ai 90 milioni di euro di debito di Forza Italia nei confronti del suo fondatore e il partito ha i conti in rosso. Analizzando i conti di Forza Italia, ci sono due fideiussioni di Silvio e Paolo Berlusconi per un totale di 7 milioni di euro: fideiussioni che sono state fatte anni dopo l’approvazione della norma del tetto di 100mila euro annui al finanziamento ai partiti. L’inchiesta si occupa anche dei lasciti del Cavaliere, in particolare quelli destinati alla compagna Marta Fascina e a Marcello Dell’Utri, ex senatore di Forza Italia condannato in via definitiva a 7 anni per concorso esterno in associazione mafiosa. Infine, il racconto di un altro “presunto” testamento che Silvio Berlusconi avrebbe lasciato a un imprenditore torinese residente in Colombia.
- “Garda Real Estate”
Di Rosamaria Aquino in collaborazione con Marzia Amico. Si viaggia a Costermano sul Garda. Un ponte tibetano sospeso da oltre 300 metri, un mega parcheggio, alberghi vista lago, campeggi, aree attrezzate e giochi sull’acqua sorgeranno in una valle considerata sito di interesse comunitario per alcune specie naturali che si trovano solo lì. Tra boschi che diventano edificabili, ville hollywoodiane a pochi metri da un cimitero protetto da due Stati, terreni acquistati dal Comune concedendo in cambio cubature a chi vuole costruire. Quale equilibrio tra interventi urbanistici e tutela del territorio?
- “L’appuntamento”
Di Chiara De Luca, in collaborazione con Eva Georganopoulou. Obiettivo dell’inchiesta sono il rilascio dei passaporti. A partire dalla fine del 2022, cessate le restrizioni della pandemia e con l’avvento della Brexit, c’è stato un boom di richieste di passaporti che ha mandato in tilt il sistema di prenotazione; tanto che per avere un appuntamento si arriva fino a 7 o 8 mesi di attesa. E mentre alcune questure italiane hanno messo in campo diverse iniziative come gli open day, i cittadini esasperati si sono rivolti ad alcune agenzie che, sfruttando questa emergenza, si sono inventate un business, quello delle prenotazioni a pagamento.
- “Il sottosegretario sbadato”
Di Manuele Bonaccorsi e Federico Marconi. La collezione d’arte della famiglia Agnelli è composta da 636 capolavori dell’arte moderna e contemporanea, come Report ha scoperto pubblicando in esclusiva la lista di opere redatta dopo mesi di ricerche in giro per l’Europa. Di queste, solo quattro sono state notificate al Ministero della Cultura nel corso degli anni: dei gessi di Canova, comprati da Gianni Agnelli negli anni ’90. Tutto il resto è sconosciuto al ministero. Il sottosegretario Vittorio Sgarbi, dopo aver ricevuto da Report la lista, ha scritto a Margherita Agnelli, ai tre fratelli Elkann, e alle Soprintendenze ai Beni Culturali di Torino e Venezia, per venire a conoscenza dell’ubicazione di tre opere, oltre i gessi di Canova: “Salutando” di Giacomo Balla, “Mistero e malinconia di una strada” di Giorgio De Chirico, e “La Chambre” di Balthus. Sgarbi sostiene che sono le uniche di interesse per lo Stato italiano, dimenticandosi centinaia di capolavori del ‘700 e ‘800 e di grandissimi artisti italiani e internazionali.
Seconda puntata, 15 ottobre 2023
- “La stiamo perdendo”
Firmata da Claudia di Pasquale, con la collaborazione di Goffredo De Pascale e Raffaella Notariale. La sanità pubblica è a pezzi, i vecchi ospedali sono fatiscenti, quelli nuovi sono semivuoti, interi reparti vengono chiusi per mancanza di personale, mentre le liste d’attesa sono infinite. Trent’anni di tagli alla sanità hanno lasciato un segno indelebile. Neanche la lezione del Covid sembra essere servita. L’ancora di salvataggio lanciata dal Pnrr potrà salvare il Sistema sanitario nazionale? Basterà potenziare la medicina territoriale con la costruzione di case di comunità per garantire ai cittadini il diritto alla salute sancito dalla nostra Costituzione? Dalla Lombardia alla Liguria Report farà una fotografia di come sta messa oggi la sanità pubblica e di qual è la direzione che ormai ha preso il nostro paese.
- “Compra l’arte e mettila da parte”
Di Manuele Bonaccorsi e Federico Marconi. Una lista di oltre 600 capolavori dell’arte moderna e contemporanea, da Monet a Picasso, da Bacon a Balthus, fino a Canova e Balla: è l’immenso patrimonio della collezione di Gianni Agnelli, finita al centro della disputa sull’eredità tra la figlia Margherita e i nipoti John, Lapo e Ginevra Elkann. Attraverso l’incrocio di decine di documenti inediti, raccolti tra l’Italia e la Svizzera, Report è riuscita a compilare per la prima volta l’elenco completo della ricchissima collezione d’arte della famiglia. Cosa ne sapeva il ministero dei Beni Culturali, che avrebbe il compito di sottoporre a tutela le opere d’arte più importanti? Secondo le informazioni raccolte da Report, molto poco. Alcune opere importantissime negli anni sono sparite nel nulla, sotto il naso delle soprintendenze. E potrebbero essere finite all’estero, negli appartamenti svizzeri o americani degli eredi, battute in aste internazionali o nascoste nei porti franchi svizzeri. Sulla loro scomparsa indaga oggi la Procura di Milano.
- “La crosta”
Di Luca Bertazzoni con la collaborazione di Marzia Amico. Secondo il sottosegretario alla cultura Vittorio Sgarbi, negli ultimi anni di vita Silvio Berlusconi avrebbe speso più di 20 milioni di Euro in opere d’arte, molte delle quali acquistate telefonando direttamente ai centralini delle televisioni locali durante alcuni programmi di televendite. Le telecamere di Report sono entrate in uno show room di Arzano, piccolo comune a pochi chilometri da Napoli, dove l’ex Presidente del Consiglio avrebbe comprato circa 5mila quadri. Le 25mila opere d’arte acquistate da Berlusconi sono custodite in un hangar di fronte a Villa San Martino, ad Arcore. Report mostra in esclusiva le immagini della “quadreria del Presidente”.
Prima puntata, 8 ottobre 2023
- “Non sono una santa”
La prima, dal titolo “Non sono una santa”, firmata da Giorgio Mottola, con la collaborazione di Greta Orsi, torna a occuparsi delle società della ministra Daniela Santanchè. A tre mesi dall’intervento al Senato in cui aveva promesso di pagare la liquidazione agli ex dipendenti di Ki Group e di avviare la ristrutturazione di Visibilia, Report è andato a verificare come stanno andando le cose.
- “All’origine del potere dei La Russa”
Si allargherà lo sguardo a colui che viene considerato il padrino politico della Santanchè, Ignazio La Russa, con la seconda inchiesta, sempre firmata da Giorgio Mottola, con la collaborazione di Greta Orsi e la consulenza di Marco Bova.
- “Ultima fermata”
Viareggio, Pioltello, Bressanone: una lunga sequenza di incidenti sulle linee ferroviarie costata la vita a decine di persone. Le ultime cinque morti sono avvenute a Brandizzo, erano operai al lavoro sui binari senza autorizzazione. C’è chi paventa l’errore umano, ma la Procura di Ivrea sta indagando su una possibile catena di responsabilità. Come viene effettuata la manutenzione e chi controlla che ogni intervento sia a norma? La terza e ultima inchiesta è a cura di Danilo Procaccianti, con la collaborazione di Goffredo De Pascale e Norma Ferrara.
Report 2023, quando va in onda?
Il programma torna in onda su Raitre a partire da domenica 8 ottobre 2023, alle 21:10, occupando così la prima serata della domenica della terza rete Rai, in tandem con l’altro programma di inchieste della rete, ovvero Presa Diretta.
Chi conduce Report 2023?
Dal marzo 2017 alla conduzione del programma c’è Sigfrido Ranucci, giornalista ed autore televisivo. Dopo la laurea, è approdato al Tg3, ma anche lavorato per Rai International. Approda a Report nel 2006, come co-autore, a fianco di Milena Gabanelli, storica conduttrice del programma. Nel corso della sua carriera, Ranucci ha vinto numerosi premi, tra cui il Premio Ilaria Alpi (per due volte).
Chi conduceva prima Report?
Prima di Signrido Ranucci, Report è stato condotto da Milena Gabanelli, che ha anche ideato il programma, cominciato nel 1997. Gabanelli lo ha condotto per venti edizioni, fino al 2016.
Report 2023, replica
Come l’anno scorso, anche questa edizione di Report va in replica: l’appuntamento è ogni sabato, alle 17:30, sempre su Raitre.
